Politica

Pietro Santoro, assessore da remoto, torna a Caserta per motivi familiari

Dopo un anno di mandato, il politico cernuschese ha scelto di trasferirsi nel sud Italia per stare vicino alla famiglia. "Non abbandonerò l'incarico, ma valuterò la situazione".

Pietro Santoro, assessore da remoto, torna a Caserta per motivi familiari

Pietro Santoro, assessore al Bilancio del Comune di Cernusco, sta vivendo una situazione unica: gestisce il suo incarico a quasi 800 km di distanza dal municipio, collegandosi tramite smartphone per partecipare alle riunioni.

Ritorno alle origini

Dalla fine di marzo, Santoro si è trasferito a San Tammaro, in provincia di Caserta, per motivi familiari e professionali, continuando a svolgere le sue funzioni nella Giunta di Gennaro Toto.

«Sono arrivato in Brianza 11 anni fa, ero un ragazzo di 24 anni e ora sono diventato un uomo», racconta. «Pur vivendo a Osnago, ho sempre lavorato a Cernusco, dove ho insegnato religione e mi sono impegnato in politica. Ora sento la necessità di tornare a casa per stare più vicino alla mia famiglia». Negli ultimi anni, ha lasciato l’insegnamento per lavorare nel settore pubblico, vincendo un concorso come istruttore a Casaluce.

Gestione del Bilancio da lontano

«Viviamo in un’epoca in cui è possibile lavorare da remoto», sottolinea. «Quando ero in Brianza, andavo in Municipio il mercoledì e il venerdì pomeriggio; ora partecipo alle riunioni in videoconferenza. Ho preparato il Bilancio consuntivo da Caserta senza difficoltà, ed è stato il primo pronto in tempo», scherza. «I numeri sono numeri, anche se l’aspetto politico può essere più complesso».

Il suo timore è che colleghi e cittadini possano non vedere di buon occhio la sua distanza fisica. «Se ritenessero che il mio lavoro non sia adeguato, sono pronto a fare un passo indietro. Non è semplice nemmeno per me, ho dovuto organizzarmi con il lavoro e affrontare spese di viaggio elevate», afferma, aggiungendo che vorrebbe modificare il regolamento del Consiglio per poter partecipare da remoto alle sedute, tranne quelle cruciali per il Bilancio.

Futuro politico

Santoro ha ricevuto il pieno sostegno dalla Giunta: «Mi hanno accettato per quello che sono e valorizzato il mio lavoro. Hanno condiviso il mio desiderio di arrivare alle elezioni del 2027. Volevo chiudere un cerchio, ma non mi candiderò più a Cernusco, essendo lontano». Sottolinea l’importanza del suo impegno per la comunità che lo ha accolto.

Guardando al futuro, Santoro non esclude la possibilità di impegnarsi nella politica locale del suo paese d’origine. «Oggi mi sento come una madre che ha appena partorito, ricorda i dolori del parto e non vuole altri figli», scherza. «In futuro potrei decidere di candidarmi qui, dato che ho lavorato per un paese che non era il mio, figuriamoci per la mia casa». Nel frattempo, continua a «fare i conti» per Cernusco, mantenendo un impegno costante e trasparente, anche quando si tratta di presentare dieci debiti fuori bilancio in una sola seduta.