La verità su Marco Motta

Silvia Motta racconta: “Mio fratello è morto per una malattia congenita”

A mesi dalla tragedia che ha colpito il pizzaiolo di Valgreghentino, avvenuta a Pontida, la sorella chiarisce i fatti della notte del 23 novembre 2025 alla luce dell'autopsia.

Silvia Motta racconta: “Mio fratello è morto per una malattia congenita”

A cinque mesi dalla tragica scomparsa di Marco Motta, pizzaiolo 39enne trovato privo di sensi in un parcheggio di Pontida il 23 novembre 2025, la sorella Silvia Motta ha deciso di fare chiarezza sulla vicenda, fornendo una nuova versione dei fatti.

La patologia congenita di Marco Motta

Con un appello sui social, Silvia ha voluto spiegare, alla luce dell’esito dell’autopsia, cosa è realmente accaduto quella sera. La tragica vicenda ha suscitato molte discussioni, con diverse interpretazioni riguardo alla causa dell’incidente. Marco era stato trovato a terra nel parcheggio lungo la Provinciale, insieme al fratello minore Gianluca Motta.

Inizialmente, la coincidenza del ritrovamento dei due fratelli aveva portato a pensare a una lite violenta, in cui Marco avrebbe avuto la peggio. Tuttavia, Silvia ha voluto smentire questa ricostruzione.

“Mio fratello è morto a causa di una patologia congenita di cui non eravamo a conoscenza – ha raccontato Silvia –. Anni fa, dopo un piccolo incidente, aveva fatto una TAC e non era emerso nulla. Il medico che ha effettuato l’autopsia ha spiegato a nostra madre che questa malattia può manifestarsi all’improvviso. Quella sera c’erano molte persone nel bar vicino, ma nessuno è uscito fino a quando non hanno sentito mia madre urlare.”

Silvia era stata avvisata da Gianluca, che si trovava in stato di agitazione, e si era precipitata sul posto. All’arrivo dei soccorritori, intorno alle 3 del mattino, le condizioni di Marco erano già critiche. È stato trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stato tenuto in vita artificialmente per due giorni.

Marco Motta (al centro) con la sorella Silvia (a sinistra) e la madre (a destra)

“La cosa più dolorosa è stata vedere la gente incolpare Gianluca, anche se non era responsabile – ha aggiunto Silvia –. Per settimane non è riuscito a uscire di casa, additato come colpevole. Dopo l’accaduto, sono iniziate le indagini su di lui e io e mia madre eravamo terrorizzate all’idea di perdere anche lui.”

Negli ultimi tempi, le accuse contro Gianluca sono venute meno, ma il danno emotivo e reputazionale rimane. Per questo motivo, Silvia ha deciso di parlare pubblicamente: “È stata una scelta ponderata, volevo che la verità emergesse. È importante per me che la gente ricordi Marco per la sua bontà e il suo altruismo. Io lo ricorderò sempre per il suo sorriso e per come sapeva sempre tirarmi su il morale.”