È stata richiesta una consulenza cinematica per chiarire la dinamica dell’incidente che ha causato la morte di Pietro Monti, 82 anni, ciclista originario di Monticello. L’uomo è stato investito a maggio da un’auto che procedeva in direzione opposta lungo la provinciale nei pressi del casello della A4, ad Agrate, mentre rientrava da una pedalata di gruppo dal Santuario della Madonna di Caravaggio.
Chiarimenti sulla morte di Pietro Monti
La perizia è stata disposta nell’ambito dell’inchiesta aperta nei confronti del conducente della Citroen Berlingo, Maurizio Tomirotti, 58enne di San Donato Milanese, su richiesta del sostituto procuratore di Monza, Alessio Rinaldi, che coordina le indagini.
Sebbene la dinamica dell’incidente fosse già in parte chiara, confermata da testimoni, tra cui altri ciclisti e un carabiniere fuori servizio presente sul luogo, è stata ritenuta necessaria un’ulteriore verifica.
“Ho visto l’uomo che veniva sbalzato in aria, mentre la sua bici rimaneva incastrata sotto il veicolo. Poi ho visto l’auto che ha proseguito la marcia, e due persone che soccorrevano il ferito. Così ho deciso di inseguirlo. È andato avanti per circa 300 metri, continuavo a suonargli il clacson, fino a che non ha sbandato lateralmente e si è fermato. Quando mi sono avvicinato l’ho trovato in stato confusionale”.
Questa è la testimonianza raccolta dal militare e registrata agli atti per il pubblico ministero. Tomirotti, indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso, era stato inizialmente arrestato e portato in carcere, per poi essere successivamente posto agli arresti domiciliari, dove attualmente si trova.