Una grande folla ha affollato Villa Grugana a Calco, per dare un ultimo saluto a Giovanni Verza, il 36enne ricercatore di Merate, originario di Robbiate, morto a causa di una grave malattia. Il funerale si è svolto questa mattina, mercoledì 1 luglio 2026.
Ricordo di Giovanni Verza

Giovanni Verza, ricercatore dell’Inaf di Trieste, lascia una moglie, Chiara, e tre figli piccoli: Elisabetta di 5 anni, Emanuele di 2, e Pietro di 8 mesi. Aveva costruito una carriera brillante, studiando i vuoti cosmici e l’universo oscuro, collaborando anche con la NASA. Si è spento venerdì scorso all’Istituto Tumori di Milano, dove era in cura da un anno.
In pochi giorni, amici e conoscenti hanno avviato una raccolta fondi, raggiungendo quasi 70mila euro, per supportare la famiglia di Giovanni. Lascia inoltre i genitori Elena e Piero, la sorella Maria e i fratelli Francesco e Paolo.
La famiglia ha deciso di compiere un gesto di generosità, autorizzando la donazione delle cornee.
Giovanni, nato nel 1990, ha studiato all’Agnesi di Merate. Dopo un periodo in seminario, ha scelto l’università, laureandosi e conseguendo un dottorato al Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova. La sua passione per l’astronomia si è trasformata in una carriera di successo, testimoniata da numerose pubblicazioni scientifiche. Dopo il matrimonio con Chiara nel 2018, si è trasferito negli Stati Uniti per collaborare con la NASA e diverse università, prima di tornare all’Inaf di Trieste. Un anno fa, ha ricevuto la diagnosi di una rara forma di tumore.
Oggi, mercoledì, molti si sono riuniti per rendere omaggio a Giovanni.

Durante la cerimonia, il sacerdote ha riflettuto: “Sarebbe più naturale tacere in un momento come questo. Come possiamo affrontare la perdita di un giovane di 36 anni, marito, padre e amico? Giovanni e Chiara erano legati a questo luogo, e siamo qui per affidarlo alla misericordia del Padre”. Ha condiviso un ricordo personale, descrivendo Giovanni come un’anima bella e curiosa, desiderosa di conoscere Gesù, oltre le meraviglie dell’universo.

Il sacerdote ha anche sottolineato la dignità con cui Giovanni ha affrontato la malattia, mantenendo una fede incrollabile. “Negli ultimi tempi Chiara gli chiedeva se fosse felice, e lui rispondeva di sì, mostrando una straordinaria serenità”.