Acqua per i campi

Emergenza siccità: l’Adda offre nuova acqua per l’agricoltura

Fino al 24 luglio saranno disponibili volumi idrici aggiuntivi dall'Adda grazie a un accordo con operatori idroelettrici. Sebbene il deficit sia ancora elevato, è lontano dai livelli critici del 2022.

Emergenza siccità: l’Adda offre nuova acqua per l’agricoltura

Importanti sviluppi emergono dal tavolo convocato a Palazzo Lombardia per affrontare gli effetti della siccità. Fino al 24 luglio, nuovi volumi d’acqua saranno garantiti per l’irrigazione agricola grazie a un accordo con gli operatori idroelettrici.

«L’intesa raggiunta – commenta Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica – è fondamentale perché assicura circa 5 milioni di metri cubi al giorno dal bacino dell’Adda, dalla Valtellina fino al Lago di Como, e 1 milione di metri cubi al giorno per l’Oglio. Questo aiuterà a rallentare la discesa dei laghi e permetterà di continuare a irrigare i campi».

Questo accordo ha un impatto diretto sul territorio lecchese, dove il fiume Adda è cruciale per l’equilibrio ambientale, agricolo ed economico. L’obiettivo principale è garantire una disponibilità d’acqua maggiore in un periodo caratterizzato dalla scarsità di risorse.

Collaborazione con la Provincia di Trento

Un altro aspetto rilevante è l’accordo con la Provincia autonoma di Trento, che sarà formalizzato nella prossima riunione di Giunta mediante una delibera. La società HDE, che gestisce gli invasi in Trentino a monte del Lago d’Idro, metterà a disposizione 9 milioni di metri cubi d’acqua per il bacino del lago, offrendo un ulteriore supporto al sistema del Chiese.

Situazione delle riserve idriche in Lombardia

Nonostante ciò, la situazione delle riserve idriche in Lombardia resta complessa, sebbene non si avvicini ai livelli critici del 2022. La Regione ha convocato nuovamente il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, coordinato da Massimo Sertori e Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste.

All’incontro hanno partecipato enti regolatori dei grandi laghi, consorzi di bonifica, associazioni di categoria e altri soggetti coinvolti nella gestione delle risorse idriche. I dati forniti da Arpa Lombardia al 12 luglio 2026 indicano un deficit idrico regionale del 43,4%, rispetto al 60% dello stesso periodo del 2022.

Il deficit del bacino dell’Adda è attualmente del 45,3%, un miglioramento rispetto al 70% del 2022. Tuttavia, rimangono situazioni critiche per altri bacini lombardi, tra cui Ticino, Brembo, Serio, Oglio, Chiese e Mincio.

Strategie di gestione e criticità

«Tre mesi fa ci trovavamo di fronte a un deficit significativo di risorsa idrica – ricorda Sertori – e il Tavolo ha adottato una gestione oculata, tenendo conto delle previsioni. I risultati dimostrano che questa strategia ha funzionato, permettendo di completare il primo raccolto per la maggior parte delle colture».

Rimane problematica la situazione della Lomellina, che riceve acqua sia dal Lago Maggiore sia dal Canale Cavour, affrontata in collaborazione con la Regione Piemonte.

«Dobbiamo essere pragmatici nelle nostre decisioni – conclude Sertori – poiché l’acqua è limitata e gli interessi sono vari. È fondamentale gestire l’emergenza attuale e sviluppare soluzioni a medio e lungo termine per affrontare la crescente scarsità idrica».

Sulla stessa lunghezza d’onda, Alessandro Beduschi sottolinea l’importanza del Tavolo regionale: «Ci troviamo in una situazione di stress significativo del sistema idrico, ma abbiamo garantito il minimo necessario per completare il primo raccolto, fondamentale per il reddito agricolo e per salvare la stagione».

«La nostra forza – conclude Beduschi – risiede nell’ascolto del territorio e nel monitoraggio continuo, che ci permette di gestire al meglio la risorsa idrica e il suo utilizzo, diventando un esempio a livello nazionale».