Antonello Riva, ex stella del basket italiano e internazionale, oggi 64enne e imprenditore, si trova a Dubai tra le persone colpite dalle recenti tensioni in Medio Oriente. Sebbene non abbia subito pericoli diretti, vive giorni di grande preoccupazione a causa delle esplosioni in cielo e degli appelli delle autorità a rimanere in casa. Riva è tra coloro che sono bloccati a Dubai a causa delle reazioni dell’Iran agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele, iniziati sabato scorso.
La vita di Antonello Riva a Dubai
Originario di Rovagnate (La Valletta Brianza), Riva è ben inserito nella vita degli Emirati Arabi, dove possiede un appartamento e alterna il suo tempo tra lì e la sua terra natale.

«Quella che stiamo vivendo è una situazione abbastanza surreale, simile a quella del periodo del Covid, poiché le autorità ci hanno invitati a rimanere a casa e a evitare le strutture all’aperto», ha dichiarato Riva al Giornale di Merate. «Durante il fine settimana, abbiamo sentito esplosioni di droni intercettati dai sistemi di difesa, e di notte erano visibili luci nel cielo. Siamo a Creek Harbour e nella nostra area non ci sono stati problemi; ciò che è accaduto all’aeroporto e negli hotel l’abbiamo appreso tramite internet e televisione. Negli ultimi tempi, i rumori delle esplosioni sono stati sostituiti da caccia che sfrecciano in continuazione».
Riva, che vive a Dubai con la famiglia da tre anni, esprime preoccupazione non tanto per la propria sicurezza, ma per la difficoltà di tornare in Italia se necessario. «Lo spazio aereo è chiuso, e questo genera un po’ di ansia, sapere di non poter lasciare il posto non è rassicurante. So che molti italiani si trovano nella nostra stessa situazione; Dubai è piena di connazionali e nessuno avrebbe potuto prevedere di vivere giorni così complicati».
L’ex giocatore, noto per il suo passato con la Pallacanestro Cantù, l’Olimpia Milano e la Nazionale, ha condiviso la sua esperienza tramite un video sui social, ricevendo numerosi messaggi di sostegno. «Siamo tutti preoccupati, ma fa piacere ricevere affetto. Fortunatamente, stiamo bene» ha concluso.