Il territorio meratese riceve una buona notizia: il Centro Diurno Disabili di Merate sta ampliando la sua offerta grazie all’approvazione da parte di Regione Lombardia per la contrattualizzazione di 9 posti, attualmente solo accreditati. Questo passaggio rappresenta un’importante autorizzazione che avvia la fase operativa.
Attualmente, il Centro di via Cernuschi dispone di 30 posti accreditati, di cui 21 già contrattualizzati e tutti occupati, con una lista d’attesa di 8 richieste. I 9 posti recentemente autorizzati, pur essendo già accreditati, non erano ancora contrattualizzati. Una volta completata la procedura, questi posti potranno essere coperti con spese a carico del sistema pubblico, riducendo così l’onere economico per le famiglie, che finora hanno dovuto sostenere integralmente il costo.
Espansione dell’offerta del Centro diurno
Nel territorio di Merate operano complessivamente tre Centri Diurni Disabili, per un totale di 80 posti accreditati, di cui 71 già contrattualizzati. L’inserimento dei nuovi posti permetterà di rispondere in modo più efficace alle esigenze della comunità.

“Oggi possiamo affermare che questo percorso ha raggiunto un traguardo significativo, risultato di un lavoro avviato anni fa, iniziato con le prime riunioni con la direzione generale guidata da Michele Brait. Questo cammino è proseguito con la collaborazione di Paola Palmieri, consolidando un dialogo costante tra istituzioni e territorio”, ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza.
L’iniziativa è stata realizzata in stretta collaborazione con ATS Brianza, coinvolgendo in ogni fase il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci e l’Ambito territoriale di Merate, all’insegna della condivisione e della cooperazione istituzionale. “In tutte le riunioni che ho promosso – ha sottolineato Piazza – abbiamo garantito il pieno coinvolgimento degli amministratori locali e degli enti competenti.
Un ringraziamento particolare è stato espresso dal sottosegretario leghista a Antonio Colaianni per il supporto tecnico e istituzionale fornito durante l’intero iter. “Vogliamo costruire un modello che metta al centro la persona e la sua qualità di vita – ha concluso Piazza – creando un punto di riferimento stabile e strutturato per le famiglie e per l’intera comunità. La contrattualizzazione è un passaggio fondamentale”.