Replica al preside D'Alvano

Sciopero all’istituto comprensivo della Valletta, la Uil Scuola risponde

Il sindacato chiarisce la propria posizione in un dettagliato comunicato stampa

Sciopero all’istituto comprensivo della Valletta, la Uil Scuola risponde

Di seguito, pubblichiamo integralmente la nota della Uil Scuola in risposta alle dichiarazioni del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo della Valletta, Paolo D’Alvano, riguardo allo sciopero indetto dalla sigla sindacale per lunedì 2 marzo 2026.

Lo sciopero non deve essere considerato un fenomeno marginale, né tantomeno una questione circoscritta ai soli collaboratori scolastici. L’adesione del personale ATA, e in particolare dei collaboratori scolastici, rappresenta un chiaro segnale di un disagio reale che merita ascolto e rispetto. Minimizzare questa situazione equivale a negare un problema serio.

Il significato dello sciopero

È fondamentale sottolineare che uno sciopero non avviene mai “per caso”. Quando i lavoratori scelgono di protestare in questo modo, è evidente che i canali di comunicazione tradizionali non hanno fornito risposte adeguate. Parlare di accuse “gravissime” senza un confronto costruttivo sposta l’attenzione dal problema alla sua negazione.

Seppur la dirigenza neghi comportamenti intimidatori, ammette un clima di tensione e malcontento. Questo è il nocciolo della questione: il disagio esiste e non può essere ridotto a mere percezioni o a conflitti interni.

Gestione del personale e relazioni sindacali

La gestione degli spostamenti del personale, sebbene rientri nelle prerogative del dirigente scolastico, solleva criticità nelle relazioni sindacali. Decisioni che influenzano direttamente l’organizzazione del lavoro e la vita dei dipendenti dovrebbero essere discusse con le rappresentanze sindacali. La mancanza di questo dialogo ha contribuito a creare tensione.

Non è accettabile proporre come unica alternativa allo sciopero l’azione legale. Lo sciopero è un diritto costituzionale e una forma legittima di difesa dei diritti dei lavoratori, non un’anomalia da stigmatizzare.

Inoltre, è inopportuno contrapporre le varie figure all’interno della scuola, poiché ogni lavoratore contribuisce al funzionamento dell’istituto e ogni forma di disagio merita attenzione.

La posizione dei collaboratori scolastici

La narrazione del dirigente scolastico, che riduce lo sciopero a una “questione tra bidelli”, è fuorviante. Un’adesione superiore al 70% di una categoria indica un problema serio che deve essere affrontato. La negazione di vessazioni affiancata dall’ammissione di tensioni è una contraddizione chiara. Non si tratta solo di possibili violazioni formali, ma di un clima lavorativo deteriorato che è evidente a tutti.

È grave l’ammissione di spostamenti del personale senza confronto sindacale. Che queste decisioni siano di competenza dirigenziale non giustifica una loro attuazione unilaterale, ignorando le rappresentanze dei lavoratori, causando così conflitti.

Inoltre, delegittimare lo sciopero suggerendo che la soluzione fosse ricorrere agli avvocati è inaccettabile. Il messaggio è chiaro: il disagio esiste e non può essere negato. È necessario un confronto reale e trasparente; continuare a minimizzare non fa altro che aggravare la situazione.

 

In questo contesto, è importante riportare anche la posizione espressa dai collaboratori scolastici, che hanno comunicato al Dirigente Scolastico e agli organi di stampa di aver indetto lo sciopero per evidenziare una situazione lavorativa di forte tensione, non per sminuire il lavoro dei docenti. I collaboratori ribadiscono l’importanza della collaborazione tra tutte le componenti scolastiche, essenziale per affrontare le difficoltà quotidiane.

I collaboratori scolastici hanno chiarito che il volantino di proclamazione dello sciopero evidenziava le modalità gestionali inaccettabili da parte della DSGA, senza alcun riferimento critico ai docenti. Rivendicano con orgoglio il proprio ruolo all’interno della scuola e auspicano un dialogo costruttivo per affrontare le problematiche.

Infine, i collaboratori scolastici sottolineano che il diritto di sciopero e la partecipazione alle attività sindacali sono garantiti e non possono essere messi in discussione. Richiamano l’attenzione sulla necessità di un confronto sincero e rispettoso per migliorare il clima lavorativo e garantire il corretto funzionamento dell’istituzione scolastica.