L'intervento

Critiche al Pronto soccorso dell’Ospedale di Merate: i sindaci chiedono un cambio di rotta

I rappresentanti locali sollecitano un'integrazione tra i poli di Lecco e Merate per garantire la salute dei cittadini.

Critiche al Pronto soccorso dell’Ospedale di Merate: i sindaci chiedono un cambio di rotta

I sindaci dei comuni dell’area, attraverso un intervento congiunto, esprimono preoccupazione per le recenti criticità riscontrate al Pronto soccorso dell’Ospedale Mandic di Merate. Firmato dal presidente, vicepresidente e membri del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, insieme ai presidenti degli Ambiti territoriali di Bellano, Lecco, Merate e dal presidente del Collegio dei Sindaci di ATS Brianza, il documento sottolinea l’inefficienza del sistema a chiamata attualmente in uso.

Il sistema a chiamata e le sue problematiche

“Il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci esprime profonda preoccupazione in merito ai recenti fatti che hanno portato alla sospensione di un medico “gettonista” presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Mandic di Merate.

Quanto accaduto non rappresenta solo un episodio grave e speriamo isolato, ma è la prova tangibile dell’inefficacia del sistema di gestione tramite medici “a prestazione” che non hanno un legame diretto con la dirigenza, le politiche aziendali e con il territorio.

Tale modello, nato per rispondere a emergenze temporanee, si è trasformato in una modalità strutturale che mina le basi stesse del nostro sistema sanitario territoriale, determinando non solo una grave mancanza di continuità assistenziale, ma anche una preoccupante difficoltà nel governo clinico, per cui ASST si trova spesso costretta a intervenire ex post per tamponare situazioni di criticità.

Nel rinnovare il proprio impegno nell’azione di dialogo con la Direzione di ASST Lecco, il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci ribadisce con forza l’importanza dell’Ospedale Mandic per tutto il territorio della Provincia.

La tutela della salute dei cittadini richiede una reale integrazione funzionale tra i poli di Lecco e Merate e passa necessariamente dalla progressiva internalizzazione e stabilizzazione del personale sanitario dei due presidi, con l’obiettivo imprescindibile di garantire sicurezza e qualità del servizio, in particolare nel delicato settore dell’emergenza-urgenza.”

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