Guidati dalla professoressa Lara D’Onofrio, gli studenti della classe 2^BL del Liceo Gaetana Agnesi hanno partecipato a un prestigioso concorso indetto nel territorio lecchese in memoria di Paolo Cereda. Quest’anno, il premio di mille euro per la classe vincitrice si concentra sul legame tra mafia e giornalismo. Il progetto è iniziato con la visione del film «I cento passi», che racconta la storia di Peppino Impastato, attivista ucciso dalla mafia. Questo film ha stimolato un intenso dibattito tra gli studenti, permettendo loro di esplorare i temi della mafia, legalità e criminalità organizzata. Il risultato di questo percorso è un elaborato multimediale e creativo che unisce analisi storica e sensibilità civica, il quale sarà pubblicato integralmente.
La mafia – Il volto invisibile del crimine organizzato
Definizione e caratteristiche

Comprendere la mafia è complesso, e anche per gli adulti risulta difficile fornire una definizione precisa. Essa è un’organizzazione criminale con origini in Sicilia, Calabria e Campania, che si è espansa anche al Nord Italia e nel resto del mondo. Gli interessi mafiosi si concentrano sul potere economico, derivante dal traffico di armi, esseri umani e droga. I mafiosi corrompono i politici per ottenere favori in cambio di voti e protezione. Localmente, la mafia si fa riconoscere attraverso il «pizzo», un’estorsione mascherata da tassa per la protezione, che serve a riaffermare il controllo del territorio. A seconda della regione, la mafia assume nomi diversi: Cosa Nostra in Sicilia, Camorra in Campania, Sacra Corona Unita in Puglia e ‘Ndrangheta in Calabria.
Origini storiche
Le origini della mafia risalgono all’Ottocento, ma il fenomeno si intensifica con l’Unità d’Italia nel 1861. In Sicilia, la mafia prospera nel vuoto di potere e nella violenza dei «gabellotti» che gestivano i terreni. Negli anni seguenti, si evolve come organizzazione criminale, infiltrandosi nell’economia e nella politica locale, specialmente a Palermo. Tra gli anni ’50 e ’80, approfitta del boom edilizio e diventa un attore chiave nel traffico internazionale di stupefacenti. Negli anni ’70 e ’80, Cosa Nostra, sotto la guida dei Corleonesi, intensifica la violenza contro lo Stato, culminando nelle stragi del 1992, che portano a una reazione dello Stato con maxiprocessi e sequestri. Oggi, la mafia evolve verso una «strategia della sommersione», riducendo le azioni violente e infiltrandosi nell’economia legale, facendo del capitale la sua nuova forza.
Cosa Nostra
Cosa Nostra, la mafia siciliana, è emersa nel XIX secolo, con legami storici con la politica e coinvolgimenti in estorsione e traffico di droga. Negli ultimi anni, ha subito pressioni crescenti dalle forze dell’ordine, con arresti di capi mafiosi e collaboratori di giustizia che hanno rivelato dettagli sulle sue operazioni. La lotta contro Cosa Nostra continua, con sforzi costanti da parte dello Stato.
Camorra
La Camorra, nata a Napoli nel XIX secolo, è caratterizzata da una struttura a clan e da un forte impatto sulla società e sull’economia locale. Composta da diversi clan, ogni gruppo opera in aree specifiche, senza una gerarchia rigida. Le sue attività principali includono traffico di droga, estorsioni e infiltrazioni negli apparati pubblici.
‘Ndrangheta
La ‘Ndrangheta, originaria della Calabria, è l’unica mafia italiana presente in tutto il mondo, con un giro d’affari globale stimato di 150 miliardi di euro. Formatasi nel XIX secolo, è composta da famiglie legate da vincoli di sangue e si è evoluta in un’organizzazione criminale strutturata con riti di iniziazione. Le sue attività comprendono narcotraffico, estorsione e infiltrazione negli apparati pubblici.
Sacra Corona Unita
La Sacra Corona Unita, l’ultima mafia italiana, ha radici in Puglia ed è emersa negli anni ‘80. Coinvolta in traffico di migranti e contrabbando, ha accresciuto la propria influenza anche oltre i confini regionali. La sua struttura clanica la rende flessibile e in grado di adattarsi ai cambiamenti del contesto socio-economico.
Peppino Impastato: una voce contro la mafia

Il 9 maggio 1978 segna la morte di Peppino Impastato, assassinato dalla mafia. Nato a Cinisi il 5 gennaio 1948 in una famiglia mafiosa, si distacca dalle tradizioni familiari grazie all’influenza di Stefano Venuti, un pittore comunista. Nel 1965 fonda il giornale «L’idea socialista» e si oppone alla costruzione della terza pista dell’aeroporto. Nel 1977 lancia «Radio Aut», denunciando le attività mafiose. La sua morte avviene durante la campagna elettorale, lo stesso giorno in cui viene trovato il cadavere di Aldo Moro. Inizialmente considerato un suicidio, la verità sulla sua morte emerge grazie alle pressioni dei familiari e alla denuncia della mafia. Dopo una lunga battaglia legale, Badalamenti, mandante dell’omicidio, viene condannato all’ergastolo nel 2002. Il film «I cento passi», uscito nel 2000, ha reso la sua storia nota al grande pubblico.
«La mafia è una montagna di merda» – «Peppino» Impastato
Riflessioni finali
Il progetto ha permesso agli studenti della classe 2^BL di approfondire la loro conoscenza sui temi mafiosi, evidenziando come la lotta contro l’ingiustizia sia sentita e condivisa. Un alunno ha commentato: «Questo progetto oltre ad avermi aiutato ad apprendere più approfonditamente alcuni argomenti sui quali avevo alcune lacune conoscitive, mi ha aiutato a capire che le lezioni a scuola sulla mafia, indipendentemente dal momento all’interno del percorso scolastico in cui sono state fatte, hanno lasciato una forte impressione sugli studenti e la maggior parte sembra avere a cuore la lotta contro la mafia e l’ingiustizia. Vedere quanto le persone vicine a me di età sapessero su questo argomento mi ha commosso e mi ha fatto capire che il futuro del paese è più che nelle mani giuste».
Elaborato a cura di Alissa, Ambra, Ariel, Aron, Camilla, Cecilia, Darla, Diego, Elena, Firdaws, Giulia, Isabelle, Loredana, Martina C., Martina P., Matilde, Rebecca, Sofia C., Sofia F., Valeria e Viola (classe 2^BL)