Il nuovo ponte San Michele non vedrà la luce prima del 2034. Era un sospetto condiviso da molti e oggi è diventato una certezza: l’obiettivo del 2030 per la chiusura dell’attuale viadotto che collega Paderno e Calusco d’Adda non è perseguibile.
Questa notizia è stata confermata durante la Commissione Territorio di Regione Lombardia, tenutasi giovedì 26 febbraio 2026, presieduta da Jonathan Lobati. Durante l’incontro, presenti anche i rappresentanti di Rfi, Italfer e l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Claudia Maria Terzi, si è fatto il punto sulle ipotesi progettuali in corso.
La situazione attuale del ponte
“L’attraversamento dell’Adda è un tema cruciale per il progresso dei territori della Bergamasca, del Lecchese e della Brianza”, ha dichiarato il presidente Lobati. “Il ponte è fondamentale per collegare l’est e l’ovest della Lombardia, garantendo competitività alle nostre imprese e mobilità ai cittadini. È ora essenziale lavorare non solo su come realizzare l’opera, ma anche su quando, impegnandoci a ridurre i tempi. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulle richieste dei Comuni coinvolti”.
Il nuovo ponte sorgerà sulla linea Carnate-Ponte San Pietro, tra le stazioni di Paderno Robbiate e Calusco. Andrà a sostituire il viadotto attuale, noto come San Michele, costruito alla fine del 1800, di cui è prevista la chiusura al traffico nel 2030. Anche se i sindaci del Meratese propongono una soluzione 2 chilometri più a sud, Rfi ha confermato che la nuova struttura sarà costruita accanto a quella esistente, creando un’unica struttura mista ferroviaria e stradale.
Rfi ha illustrato due alternative per il tracciato: una a nord del ponte esistente e l’altra a sud. Inoltre, nei prossimi mesi sarà lanciato un concorso internazionale di progettazione per esplorare soluzioni che minimizzino l’impatto visivo e riducano le necessità di espropriazione.
Una volta aggiudicato il concorso, previsto entro l’anno, seguiranno lo studio di fattibilità tecnica ed economica, che considererà anche le ricadute sui Comuni interessati, e l’iter autorizzativo, che includerà un nuovo momento di ascolto delle amministrazioni locali, simile al dibattito pubblico tenutosi nei mesi scorsi.
In base a tutte queste attività, è stato chiarito che la conclusione dell’opera non potrà avvenire prima del 2034.
Durante l’audizione, che ha fatto seguito a una visita della Commissione, l’assessore Terzi ha confermato l’avvio di un tavolo tecnico per predisporre uno studio di traffico di area vasta, garantendo la sostenibilità dell’opera in accordo con le osservazioni formulate dagli enti locali coinvolti, rappresentati dalle province di Bergamo, Lecco e Monza-Brianza.
L’assessore ha anche ricordato la nomina del Commissario destinato a gestire il contenimento dei tempi e la semplificazione delle procedure. “Si tratta di un’opera complessa e strategica”, ha affermato Terzi, enfatizzando che migliorerà la mobilità, promuoverà gli spostamenti su ferro e, attraverso il concorso internazionale, punta a un progetto sostenibile che rispetti il paesaggio e la viabilità dei comuni interessati.
Durante la seduta sono intervenuti i consiglieri Giacomo Zamperini, Gian Mario Fragomeli, Jacopo Dozio, Michele Schiavi e Mauro Piazza, sottosegretario all’Autonomia.