In occasione della Giornata del Personale Sanitario, la Casa dei Ragazzi IAMA vuole mettere in risalto il lavoro quotidiano delle professioniste e dei professionisti che si prendono cura delle persone più fragili con competenza e umanità. Si tratta di un impegno costante e prezioso, che va oltre la semplice assistenza.
Il personale sanitario alla Casa dei Ragazzi
Nelle due strutture di Olgiate Molgora, lavorano poco più di 40 OSS (Operatore Socio-Sanitario) e ASA (Ausiliario Socio-Assistenziale), 12 infermieri, oltre a medici e altri professionisti sanitari. Questa équipe variegata è composta da operatori e operatrici di diverse nazionalità, con esperienze e percorsi formativi differenti.
La maggior parte del personale è di sesso femminile, con un’età media di circa 40 anni. Questa diversità culturale e di esperienze rappresenta una risorsa fondamentale nel rapporto con gli ospiti, richiedendo sensibilità e capacità di accoglienza.
Come affermava Papa Francesco: “Non bisogna avere paura della tenerezza”, un principio che riflette lo spirito con cui il personale sanitario svolge il proprio ruolo.
«Il nostro lavoro va oltre la semplice assistenza», raccontano Barbara Todeschini, Responsabile attività assistenziali, e Barbara Rusconi, OSS. «La nostra quotidianità è fatta di cura, supporto emotivo, accoglienza e inclusione sociale, sempre partendo dall’accettazione dell’altro, specialmente nei casi più complessi».
Una cura che nasce dalla relazione
Ogni giorno è caratterizzato dall’ascolto e dall’incontro. Questo tempo prezioso non solo sostiene gli ospiti, ma stimola anche gli operatori a riflettere e crescere nel loro rapporto con la disabilità.
«Ci impegniamo a dedicare il massimo tempo all’ascolto», spiegano Todeschini e Rusconi, «perché è proprio nella relazione che si sviluppa una cura autentica e consapevole».
Il lavoro svolto presso la Casa dei Ragazzi IAMA Onlus è complesso, sia fisicamente che psicologicamente. Esso richiede preparazione, equilibrio emotivo e abilità relazionali, poiché gli operatori entrano nella sfera più intima degli ospiti, costruendo nel tempo un legame basato su fiducia e rispetto.
«Siamo presenti 24 ore su 24», evidenziano Todeschini e Rusconi. «Il nostro sguardo attento ci consente di cogliere ogni espressione, gesto o silenzio e di tradurli in atti concreti di aiuto».
Il lavoro degli OSS e ASA si integra con quello di infermieri, educatori e medici. Questi professionisti contribuiscono a segnalare i bisogni sanitari, educativi ed emotivi degli ospiti, creando percorsi di cura personalizzati. Un altro aspetto cruciale è il rapporto con le famiglie che affidano i propri cari alla Casa dei Ragazzi IAMA Onlus.
Instaurare un legame di fiducia con i familiari significa prendersi cura non solo degli ospiti, ma dell’intero contesto affettivo che li circonda. «Il nostro compito è un ponte tra assistenza e rispetto della dignità umana», concludono. «È un abbraccio umano e caloroso che incornicia il gesto tecnico dell’assistenza».
In questa giornata speciale, la Casa dei Ragazzi IAMA esprime gratitudine a tutto il personale sanitario per la loro dedizione, professionalità e straordinaria umanità, che ogni giorno trasformano la cura in relazione e la competenza in presenza autentica.
