Due lutti all'ospedale

La comunità dell’ospedale Mandic in lutto per la perdita di due operatori

Simonetta de Blasio e Brahim Hamli, due professionisti stimati, hanno lasciato un segno indelebile nel cuore di colleghi e pazienti

La comunità dell’ospedale Mandic in lutto per la perdita di due operatori

Nei giorni scorsi, l’ospedale Mandic ha vissuto un momento di grande tristezza a causa della scomparsa di due operatori sociosanitari ausiliari, Simonetta de Blasio e Brahim Hamli. Questa doppia perdita ha colpito profondamente l’intera comunità del presidio, dove entrambi erano figure molto rispettate.

Una dedizione inestimabile

Simonetta de Blasio, residente a Olginate, ci ha lasciato all’età di 61 anni, a causa di una malattia aggressiva che l’ha colpita negli ultimi mesi. In servizio al Mandic dalla metà degli anni Novanta, Simonetta era un volto familiare per i pazienti del Centro prelievi. La sua assenza si fa sentire non solo a livello professionale, ma anche umano, considerando le difficoltà personali che ha affrontato nella sua vita, tra cui la perdita della figlia e del compagno.

Ricordi indelebili

«Simonetta era una persona solare, sempre pronta a offrire un sorriso e un saluto – ha commentato l’infermiera Marisa Barelli, collega e amica. Era impossibile non volerle bene, e la sua disponibilità ad aiutare chiunque ne avesse bisogno era nota a tutti». Il legame tra Marisa e Simonetta risale al 1991, anno in cui Simonetta iniziò a lavorare in ospedale. «La sua solarità mancherà a tutti – ha aggiunto Marisa – il suo calore nel ricevere chiunque».

Venerdì mattina, anche Brahim Hamli, classe 1968 e originario del Marocco, è venuto a mancare. Brahim lavorava nell’unità di Endoscopia ed era entrato a far parte dell’equipe del Mandic circa dieci anni fa. La sua professionalità e il suo carattere aperto hanno rapidamente conquistato il rispetto dei colleghi. La notizia della sua morte è stata inaspettata: un recente ricovero sembrava aver avuto esito positivo, ma la situazione è rapidamente peggiorata.

«Era una presenza costante nei corridoi di Endoscopia – ha affermato l’infermiera Marisa Barelli – ed era molto conosciuto e amato dai colleghi, con i quali aveva instaurato rapporti di vera amicizia». Questi due addii hanno privato l’ospedale di due professionisti gentili e amati da tutti.