Una tragica scoperta ha scosso la comunità di Carvico nei giorni scorsi, evidenziando il tema della solitudine e della fragilità sociale. I carabinieri, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti per un controllo e hanno trovato un’anziana di 86 anni deceduta nell’appartamento di via Monte Giglio, dove viveva con la figlia di 60 anni, rinvenuta in stato confusionale.
Allerta dei servizi sociali
L’allerta è scattata dopo che i custodi sociali, che seguivano regolarmente madre e figlia per conto dei servizi sociali del Comune e dell’Azienda Isola, non sono riusciti a contattarle telefonicamente, come di consueto, per verificare le loro condizioni.
Condizioni di vita difficili
Madre e figlia si trovavano in una situazione economica e sociale precaria, dipendendo esclusivamente dalla pensione dell’anziana. L’affitto dell’appartamento era sostenuto da un amico di famiglia, il che ha reso necessaria la vigilanza da parte dei servizi sociali.
Dopo diversi tentativi di contatto andati a vuoto, gli operatori hanno avvisato i servizi sociali del Comune, che hanno coinvolto il sindaco Sergio Locatelli, i vigili del fuoco, la polizia locale e il personale del 118. È stato necessario forzare la porta dell’appartamento, bloccata, per accedere all’interno.
La scoperta tragica
Una volta dentro, i soccorritori hanno trovato condizioni igieniche molto precarie. Nel letto di una delle camere giaceva il corpo senza vita dell’anziana madre. La figlia ha dichiarato che la donna era deceduta il martedì precedente, cinque giorni prima della scoperta.
Presenti anche i carabinieri della stazione di Calusco d’Adda e il pm Carlotta De Luca, che ha disposto un’autopsia per chiarire le cause della morte, anche se dai primi accertamenti sembra che l’anziana sia deceduta per cause naturali. È stato riscontrato un livido sulla fronte, probabilmente correlato al processo di decomposizione.
Assistenza alla figlia
La 60enne è stata trasportata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo a causa delle sue condizioni fisiche. Due settimane prima, era già stata soccorsa dopo un malore causato dal caldo. Al termine della sua degenza, non farà ritorno nell’appartamento di via Monte Giglio, attualmente sotto sequestro per accertamenti. L’amministrazione comunale è al lavoro per trovare una nuova sistemazione e un percorso di assistenza adeguato per garantire il supporto necessario alla donna.