Sentenza

Omicidio di Sharon Verzeni: ergastolo per Moussa Sangare

Accolta la richiesta del pm Marchisio, mentre la difesa aveva chiesto l'assoluzione per insussistenza del fatto.

Omicidio di Sharon Verzeni: ergastolo per Moussa Sangare

Dopo il rinvio del 19 gennaio dovuto al cambio di avvocato da parte dell’imputato, la Corte d’Assise di Bergamo ha emesso la sentenza nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio 2026, condannando Moussa Sangare all’ergastolo per l’omicidio di Sharon Verzeni, accogliendo così la richiesta del pm Emanuele Marchisio.

Il delitto e le sue conseguenze

Sharon Verzeni è stata assassinata a coltellate a Terno d’Isola nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024, in via Castegnate. Il caso ha scosso profondamente la comunità bergamasca, in particolare per il fatto che, dopo l’arresto del presunto colpevole, è emerso che l’omicidio sarebbe avvenuto per noia, senza un vero movente.

Durante la sua requisitoria, il pm Marchisio ha sottolineato le aggravanti della premeditazione, della minorata difesa e dei futili motivi. Ha definito le prove a disposizione della Procura come «granitiche», descrivendo la vicenda come «una vita umana spezzata per capriccio», esprimendo stupore per il comportamento di Sangare, che «dopo aver confessato, ha ritratto in un atteggiamento quasi canzonatorio».

Il confronto tra accusa e difesa

A gennaio, l’avvocata di Sangare, Tiziana Bacicca, aveva richiesto più tempo per esaminare il fascicolo e la documentazione a carico del suo assistito. Successivamente, aveva presentato una memoria difensiva contestando la ricostruzione dei tempi dell’aggressione, i risultati dell’autopsia e le tracce biologiche.

Il pm ha replicato evidenziando come Sangare, in diverse dichiarazioni, avesse confermato la rapidità dell’aggressione. Questo è stato confermato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Le dichiarazioni dell’imputato, inoltre, confermerebbero anche gli esiti dell’autopsia, mentre le tracce di Dna della vittima rinvenute sulla bicicletta di Sangare non sarebbero frutto di contaminazione, come sostenuto dalla difesa, ma conseguenza diretta dell’aggressione.

La difesa e il verdetto finale

In seguito, l’avvocata Bacicca ha chiesto l’assoluzione di Sangare per insussistenza del fatto, e in subordine ha proposto l’esclusione delle aggravanti e l’applicazione di attenuanti generiche.

La Corte d’Assise si è ritirata per deliberare attorno alle 13 e, dopo quattro ore di camera di consiglio, ha emesso la sentenza: Sangare è stato condannato all’ergastolo.